Alfio Crispi

management consulting & training


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Jobs act schiavo degli stereotipi: esclusi i lavoratori autonomi e i freelance

Condivido pienamente la battaglia di equità fiscale e sociale che l’associazione ACTA sta portando avanti. Come al solito la politica si dimentica totalmente del lavoro autonomo (liberi professionisti e freelance), lavoratori che sono già poco tutelati rispetto ai lavoratori dipendenti, e purtroppo hanno meno tutela politica e sindacale per farsi valere. Si interviene solo per i dipendenti, perché, come sottolinea Susanna Camusso della CGIL, gli autonomi sono evasori.

Un’etichetta applicata sommariamente a tutti gli autonomi, dimostrando di non aver assolutamente compreso la realtà della libera professione e del nuovo lavoro autonomo, composto da professionisti che si rivolgono a imprese e pubblica amministrazione, senza NESSUNA possibilità di evasione.
Già ora il confronto tra dipendenti e freelance evidenzia una situazione di squilibrio, con i nuovi interventi del fantomatico Job act, il divario e l’iniquità aumenterà.

Qui in basso una tabella che ci fa comprendere l’iniquità fiscale e sociale che esiste tra dipendente e lavoratore autonomo, iscritto alla gestione separata Inps. La tabella mostra, infatti, i dati di un dipendente con un reddito lordo di 25.000 euro annui (il limite individuato per le nuove detrazioni), per il quale si ricostruisce il costo del lavoro complessivo (includendo quindi anche i contributi a carico dell’azienda). In parallelo è riportata la situazione di un freelance (iscritto alla gestione separata INPS) con lo stesso costo del lavoro complessivo (al lordo cioè di tutta la contribuzione, che in questo caso è a carico del freelance).

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(fonte ACTA)


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I «killer» delle riunioni

Gli incontri non finiscono mai? La colpa è di 5 personaggi.
Vi siete mai divertiti alle riunioni di lavoro, quei meeting interminabili dove vi pare che le idee buone vengano perlopiù  impallinate, e quelle mediocri esaltate, peggio che in un’assemblea di condominio di fantozziana memoria? Se sì, provate, la prossima volta che vi capita di annoiarvi, a pensare a queste cinque tipologie di ammazza-riunione, che sono state individuate, ritratte e analizzate dall’editorialista Sue Shellenbarger sul Wall Street Journal . E per tirarvi su, cercate di incasellare in una delle seguenti fenomenologie il boicottatore organizzato di turno. C’è, prima di tutto, il Dominatore, che ha una grande considerazione delle sue idee, e che interrompe di continuo per esprimerle. Poi viene lo Scettico, quello (o quella) che coltiva la negatività nel cuore, e che aspetta fino a che il consenso è quasi raggiunto per buttare lì un dubbio epocale al quale è  impossibile rispondere. Continua a leggere