Alfio Crispi

management consulting & training


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Corsi formativi gratuiti del Comune di ‪Milano‬

migeneration16-3-12Partiranno dopo Natale i 21 corsi formativi gratuiti, 320 posti disponibili, rivolti a giovani dai 18 ai 35 anni, residenti o domiciliati a Milano, che non lavorano o che hanno lavori precari, sui nuovi mestieri di oggi e di domani: nuove tecnologie, comunicazione, progettazione e molto altro.

È un nuovo capitolo del progetto ‪#‎MiGeneration‬, il piano delle politiche giovanili del Comune di Milano, realizzato in collaborazione con la Regione Lombardia.  

È possibile fare richiesta di iscrizione e verificare tutti i requisiti necessari collegandosi a MI Generation Dopo la pre-iscrizione si sosterrà un colloquio presso le realtà che organizzano i corsi.


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Green Jobs

green jobsAumentano le prospettive di lavoro legate all’ecologia, allo sviluppo sostenibile, alle fonti rinnovabili, cioè  tutto quel mondo all’interno dell’economia verde (Green Economy) che permette di produrre beni e servizi con tecniche che rispettino l’ambiente e la natura.

Se si è indecisi sul percorso di studi e di formazione da intraprendere, bisogna valutare le opportunità delle professioni cosiddette “green”, cioè quelle legate all’economia verde, visto che in un anno si è registrato un aumento di circa il 10% nel “fabbisogno” di profili legati all’ambiente. Non solo: nella prospettiva temporale relativa alla “distanza” tra il conseguimento del titolo di studi e l’ottenimento di un posto di lavoro, chi studia in questo ambito ha qualche chance in più di trovare un impiego anche dopo un lasso di tempo relativamente breve.

IIl Rapporto annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola Greenitaly 2014, nutrire il futuro” dimostra come il settore “green” sia in continua crescita. Anche  l’ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite, ha posto la sua attenzione sul settore green, in particolare sul collegamento tra sviluppo sostenibile ambientale e lavoro dignitoso. Numerose sono le iniziative dell’Organizzazione inerenti i lavori verdi, come ad esempio il Rapporto “Green jobs becoming a reality – Progress and outlook 2013”.

Fonte: cliclavoro


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Analisi del 2014

Ho il piacere di presentare il rapporto statistico annuale 2014, preparato da wordpress, del mio sito/blog.

Ecco un estratto:

Il mio blog è stato visto circa 520 volte nel 2014. Se fosse un “cable car” di San Francisco, contenente 60 passeggeri, ci vorrebbero circa 9 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.


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The Job of My Life: dalla Germania un’opportunità di lavoro

the job of my lifeIl progetto The Job of My Life è promosso dal Ministero federale del lavoro e degli affari sociali tedesco e dall’Agenzia federale del lavoro tedesca per favorire la mobilità professionale di giovani cittadini dell’UE sul mercato del lavoro europeo.

Attraverso incentivi mirati viene offerto ai cittadini dell’UE, in un età compresa tra i 18 e i 27 anni la possibilità di completare al di fuori dei loro paesi d’origine – ossia in Germania – un corso di formazione professionale aziendale (Vocational Training). I candidati selezionati riceveranno una preparazione teorica all’interno di una scuola professionale e avranno la possibilità di mettere in pratica quanto appreso all’interno di un’azienda.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti consultate la pagina di cliclavoro, dove è possibile trovare il link del sito di The Job of My Life per candidarsi a questa opportunità di lavoro all’estero.

http://www.cliclavoro.gov.it/EURES/Progetti/Pagine/The-Job-of-My-Life.aspx

Benefits

  • Corso preliminare di perfezionamento della lingua tedesca nel paese d’origine
  • Spese per il primo viaggio all’inizio del tirocinio, della formazione e per i viaggi di rientro in famiglia per ogni semestre di formazione
  • Corso di lingua in Germania come preparazione al tirocinio
  • Sostegno finanziario in aggiunta all’indennità di formazione
  • Orientamento (a scuola, al lavoro e nella vita quotidiana)


Requisiti richiesti ai partecipanti:

  • Età compresa tra i 18 e i 27 anni
  • Cittadinanza di uno Stato membro dell’UE o di uno Stato SEE (Spazio Economico Europeo o Svizzera)
  • Non aver concluso un percorso di “Vocational Training” presso un’altra azienda e non possedere la laurea di secondo livello
  • Residenza in un paese europeo oppure permanenza in Germania da non più di tre mesi al momento della propria candidatura
  • Diploma scolastico riconosciuto nel proprio paese d’origine

 


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Dalla scuola al lavoro

alternanza scuola-lavoroDal prossimo anno scolastico, il 2014-2015, inizia la nuova forma di alternanza scuola-lavoro, rivolta agli studenti  del quarto e quinto anno delle scuole secondarie di II grado, che consente di alternare la frequenza scolastica con la formazione e il lavoro in azienda.

Ministeri del Lavoro, dell’Economia e dell’Istruzione, infatti,  hanno sottoscritto il Decreto Interministeriale del 5 giugno 2014, attuativo del programma sperimentale 2014-2016, che aprirà le porte delle aziende agli studenti. Il programma sperimentale è finalizzato infatti alla realizzazione di percorsi di istruzione e formazione che consentano allo studente di conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore e contestualmente, attraverso I’apprendistato, di inserirsi in un contesto aziendale di lavoro.

L’alternanza scuola-lavoro consiste nella realizzazione di percorsi progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro (ex art. 4 D. Lgs. 15 aprile 2005, n. 77).

Potranno partecipare al programma le imprese pubbliche o private, che abbiano maturato esperienza nella formazione di apprendisti, di avere capacità occupazionali coerenti con le norme sull’apprendistato, di rispettare la normativa sulla sicurezza sul lavoro e ambientale. Le imprese interessate ad ospitare studenti – apprendisti dovranno sottoscrivere un protocollo d’intesa con il Miur per specificare: gli indirizzi di studio coinvolti, i criteri per individuare scuole e studenti, le modalità per assicurare ai giovani l’eventuale rientro nei percorsi ordinari, il numero minimo di ore da svolgere sul posto di lavoro, i criteri per il monitoraggio e la valutazione della sperimentazione.

Secondo il decreto, successivamente sarà possibile procedere alla stipula della convenzione tra l’istituzione scolastica e l’impresa che definisce i contenuti generali del progetto formativo. La scuola, attraverso la progettazione congiunta con l’impresa, integra gli esiti di apprendimento del percorso di studi con le conoscenze tecnico-professionali previste dal percorso formativo aziendale e redige il “piano formativo personalizzato“. Ogni studente-apprendista sarà quindi accompagnato da un piano, che esplicita il percorso di studio e di lavoro, e da un sistema tutoriale che vede la presenza congiunta del tutor aziendale, designato dall’impresa, e del tutor scolastico, designato daIl’istituzione scolastica tra i docenti del consiglio di classe che aderiscono al programma sperimentale e in possesso di competenze adeguate.

A partire dal mese di settembre 2014, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, potranno essere stipulati i primi contratti di apprendistato. La formazione ha un ruolo importante per creare un ponte tra impresa e scuole, tra impresa e ragazzi.

(Fonte ClicLavoro)

 


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Il futuro è nelle rinnovabili

comuni rinnovabiliLegambiente presenta in nuovo dossier Comuni Rinnovabili 2014 dove si scopre che nel 2012 sono state 137 mila le persone che hanno trovato lavoro nei nuovi impianti di energia pulita e 53 mila nella gestione di quelli esistenti.

Nei “Comuni rinnovabili” c’è la dimostrazione che l’energia pulita crea lavoro, servizi, edifici riqualificati e nuove prospettive di ricerca.

Per il dossier completo Comuni Rinnovabili 2014 http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/comuni-rinnovabili-2014


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LAVORO: ecco i mestieri che nel 2013 hanno battuto la crisi

Pizzaioli, addetti alle pulizie, estetiste e serramentisti sono i mestieri che nel 2013 hanno battuto la crisi.

La CGIA Mestre , analizzando i dati forniti dalle Camere di Commercio, ha stilato una graduatoria dei mestieri che, nonostante la congiuntura difficile, sono in forte espansione.

Nel 2013 le prime 20 attività artigianali in maggiore crescita hanno creato almeno 24 mila nuovi posti di lavoro: un numero che, a grandi linee, corrisponde a quello dei dipendenti della Fiat presenti in Italia.

Le attività che hanno battuto la crisi sono le pizzerie al taglio, le gastronomie, le rosticcerie, le friggitorie, le panetterie, le galaterie; richiestissimi gli addetti alle pulizie, le estetiste, serramentisti e montatori di mobili, gli imbianchini e i giardinieri, sia come dipendenti sia come piccoli imprenditori. Il record spetta ai tatuatori che fra il 2009 e il 2013 sono aumentati di numero del 442,8% seguiti da pasticceri (+348%), pellettai (+216,3%), addetti alle pulizie (+199,1%) e disegnatori grafici (+189,8%). Occorre dire che alcune di queste categorie (vedi i tatuatori) partivano da numeri piccolissimi. Ma la crescita non si può negare.

Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, commenta così i risultati di questa ricerca: «Nel 2013 a livello nazionale l’artigianato ha perso quasi 28 mila imprese. Ma abbiamo potuto registrare una forte espansione delle professioni legate ai settori dell’alimentazione e dei servizi. La manifattura e le costruzioni, invece, continuano a segnare il passo. L’esplosione di molte attività è sicuramente legata al nuovo stile di vita che la crisi ha imposto alle famiglie italiane. Si va meno al ristorante o in pizzeria, ma alla cucina etnica o alla pizza non si rinuncia. Il boom di aperture registrato dai take-away è riconducibile proprio a questa nuova tendenza. Oppure, ci si priva di un capo di abbigliamento o di qualche giorno di vacanza, ma non si può fare a meno al trattamento del corpo o alla manicure».

Clicca qui per leggere il rapporto della CGIA Mestre